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Il contratto è in mail. Ci metti la firma in calce. Non diventa un atto digitale.

· Aggiornato

La mail non è un notaio. Il PNG non è un certificato.

Ti hanno inviato il contratto in PDF. Oggetto: «per cortesia firma e rispedisci». Non c’è uno sportello. Non c’è un kit. C’è tu, la casella, e la tentazione di stampare tre copie «perché così è più legale». Spesso non lo è più: è solo più lento. Quello che vogliono, in quella frase, è vedere il tuo tratto sulla pagina e archiviare un file.

Su Paperza lo fai con Firma PDF. Trascini, piazzi, scarichi. Circa quindici secondi. Da ospite. Ti dico anche cosa non stai facendo: non stai firmando in modo qualificato. Non stai opponendo una marca temporale. Non stai «chiudendo» il documento in un senso che un perito saluterebbe. Stai mettendo inchiostro visibile su un foglio elettronico, come una penna, senza il vassoio.

Basso a destra, se il foglio è fatto così

Molti contratti italiani lasciano la calce in basso a destra: data, «per accettazione», una riga. Lì va il PNG. Non sul paragrafo degli importi. Non in copertina per «far vedere che l’hai visto». Se il template ha due firme (contraente e testimone), ne piazzi due, nei due box, non una in mezzo «tanto si capisce».

Apri l’anteprima. Se la pagina è di lato, ruota prima. Firmare un box che nello schermo sta a destra e sulla carta ruotata sta in cielo è un classico da mercoledì sera. Se il PDF ha settanta pagine e ti hanno chiesto solo l’ultima, estrai quella, firma, e se vogliono il mazzetto intero firmato in calce, firma la settanta e non le altre — a meno che ogni pagina abbia un box. Leggi il foglio, non il mito.

Il PNG trasparente, senza tovaglia

Firma su carta bianca, foto o scansione dritta, ritaglio stretto, export PNG. Il bianco diventa trasparente, il tratto resta. Un JPG compresso tre volte lascia l’alone. Uno screenshot della firma già sul vecchio contratto lascia anche la riga stampata sotto: la piazzi sul nuovo e si vedono due righe. Rifai il ritaglio una volta, tienilo in una cartella, riusalo. Non è un certificato. È un timbro visivo tuo.

Dimensione: abbastanza grande da leggersi stampato in A4, abbastanza piccolo da non coprire «corrispettivo» e «IBAN». Se copri un numero, hai firmato un buco. Sposta. Paperza non «capisce» i campi: sei tu che vedi il foglio.

Prima il mazzetto giusto, poi la calce

Se in allegato c’è la versione con l’allegato vecchio, o tre pagine bianche, o la scansione del documento d’identità che non doveva viaggiare in quella mail, passa da Modifica PDF. Togli, riordina, ruota. Poi firma. La guida sulle pagine ricevute è proprio questo tavolo.

Se il file deve tornare via PEC e pesa, comprimi dopo la firma, e controlla che il tratto si legga ancora. Comprimere prima e firmare un fango è inutile; firmare e poi spianare l’inchiostro in una macchia lo è altrettanto. Confronta una pagina. Tieni l’originale pesante in cartella.

Quando quella mail ti sta chiedendo altro

Se nello stesso filo scrivono «firma digitale», «FEA», «FEQ», «SPID», «CIE», «marca temporale», «infocert», «namirial»: fermati. Il PNG è cortesia, non adempimento. Chiedi il canale. Un notaio, quando c’è di mezzo un atto, non si sostituisce con una dropzone. Una PEC con ricevuta prova l’invio, non che quella PNG sia «tu» in senso qualificatorio.

Se il contratto è su un portale con tasto «firma», usa il portale. Rifare il PDF scaricato e rimandarlo per mail può essere proprio ciò che hanno detto di non fare. Questa guida è per il file che ti hanno allegato, con la frase umana «firma e rimanda».

Privacy e misura, piedi per terra

Un contratto è pieno di dati. Caricarlo su un convertitore è un gesto. Su Paperza i file durano poco; non è un caveau. Se il documento è sotto vincolo stretto, valuta Anteprima sul Mac o lo strumento che già usi in studio, senza far uscire il file. Se lo carichi qui, scarica, spedisci, non lasciare la sessione aperta in un bar.

Titolare: Giannico Costantiello, P.IVA 08910530727, Turi. Non prometto valore legale di firma digitale. Prometto un foglio con il tuo inchiostro visibile, in quindici secondi, se quello era il lavoro. Strumenti · guide · aiuto. La guida senza stampare allarga il discorso al «quando basta» e al «quando no».

Domande corte

Una firma PNG sul contratto ha valore di firma digitale?

No. È inchiostro visibile. Non è firma elettronica qualificata, non è eIDAS, non sostituisce CIE, SPID-firma o un notaio. Molte mail la accettano comunque come «foglio firmato».

Perché in basso a destra?

Perché lì, in Italia, sta spesso la calce: data, nome, tratto. Se il modulo ha il box a sinistra o in alto, piazzi nel box, non per religione del angolo.

Il PNG deve essere trasparente?

Se vuoi evitare il rettangolo bianco da fotocopia, sì. Un JPG della firma sul tavolo lascia il bordo e un pezzo di tovaglia. Ritaglia.

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